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Anteprima Guida Espresso 2020

Anteprima Guida Espresso 2020

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Ecco i premiati e tutte le novità della nuova edizione
Dopo tre giorni di suspense in cui lo stivale gastronomico è rimasto col fiato sospeso, finalmente l’attesa è finita, e sono arrivate le parole di Enzo Vizzari: ecco le tanto attese anticipazioni della guida Espresso 2020.

Dopo tre giorni di suspense in cui lo stivale gastronomico è rimasto col fiato sospeso interrogandosi circa l’insolito ritardo delle anticipazioni ferragostane della Guida de L’Espresso, finalmente l’attesa è finita, e le parole di Enzo Vizzari si sono fatte spazio a interrompere il silenzio. La sua fotografia prosaica ma come di consueto acuta ritrae un’Italia che sta vivendo un momento “senza grandi cambiamenti né svolte epocali rispetto al fermento vivo di altre parti del mondo”, in cui la spinta inerziale del ventennio bulliniano pare forse affievolirsi. E il Direttore ci restituisce un’immagine di un’Italia che come un mosaico si compone di “un variegato universo che comprende ristorazione di servizio, trattorie, osterie, pizzerie, enotavole, fast food… Ottimi nelle proprie categorie” ma per cui si accentua la forbice rispetto al fine dining (finalmente abbiamo sdoganato la parola gourmet, ma ancora la lingua straniera permane in attesa di definizioni più nostre) che gioca un campionato diverso, giustamente “differente nelle idee e nel tipo di esperienza proposta”, non migliore né peggiore.

L’effetto più felice che si registra a livello nazionale, è l’intensificarsi di una ricerca sulla materia prima che i migliori chef hanno intrapreso “a braccetto con artigiani bravissimi”, quale presa di coscienza ereditata dalla rivoluzione di Adriá, e che sta portando a una semplificazione apparente dei piatti nella massima esaltazione dei sapori.

E se Milano si afferma come capitale gastronomica della cucina d’autore, il resto d’Italia non sta a guardare: nonostante l’allarmante carenza di professionisti che continua ad affliggere l’ambito della sala, Vizzari elogia l’emergere e l’affermarsi sempre più delle quote rosa in cucina.

arrivano anche i primi riconoscimenti dell’anno, che vanno a premiare giovani professionisti che sono già grandi conferme e certamente i fari della ristorazione italiana ventura. Se il Pranzo dell’anno finalmente sancisce la bravura dei fratelli Camanini con il loro Lido 84 a Gardone Riviera, il premio Maître dell’anno va al giovane Thomas Piras del Contraste, mentre la trentunenne Alessandra Del Favero di Aga è la Cuoca dell’Anno.

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Chef francese Veyrat rinuncia alle stelle Michelin

Chef francese Veyrat rinuncia alle stelle Michelin: «Siete dei dilettanti»

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La furia dello Chef Marc Veyrat si abbatte sugli esperti della guida Michel...
La furia dello Chef Marc Veyrat si abbatte sugli esperti della guida Michelin, che a gennaio gli avevano tolto una delle 3 stelle

Il celebre cuoco francese della Maison des Bois a Manigod, in Savoia, annuncia di rinunciare anche alle altre due, di essere depresso da 6 mesi e tratta gli esperti della Michelin da «dilettanti» e «impostori». «Ho deciso di disfarmi delle mie due stelle - ha detto al settimanale Le Point - mi ritiro dalla Guida Michelin».

Sessantanove anni, 3 volte laureato con il massimo riconoscimento - le 3 stelle della Michelin - e due volte di un 20 su 20 da Gault & Millau, rivela: «Da 6 mesi sono in depressione. Come osate prendere in ostaggio la salute dei vostri cuochi? - chiede in una lettera alla celebre Guida - Durante la nostra visita nei vostri locali parigini per capire i motivi della nostra retrocessione, abbiamo potuto constatare la vostra profonda incompetenza. È una cosa che mi fa paura per le nuove generazioni. L'unico motivo addotto è una confusione fra un misto di Reblochon e Beaufort (due celebri formaggi, ndr) con del cheddar. È una vergogna. Siete dei manipolatori della gastronomia, non conoscente niente dell'identità del territorio». Veyrat si dice convinto che gli esperti della celebre guida non abbiano proprio messo piede nel suo locale e chiede loro, con insistenza, le ricevute del conto: «Avete detto sempre di passare 2 volte nei ristoranti 3 stelle. Chiedo espressamente le ricevute di questi passaggi. Dovreste essere in grado di ritrovarle».

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Momento magico per la cucina dei Paesi Nordici

Momento magico per la cucina dei Paesi Nordici

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Dopo il primo posto conquistato dalla Danimarca al Bocuse d'Or la guida Mic...
Dopo il primo posto conquistato dalla Danimarca al Bocuse d'Or la guida Michelin, presentata ieri sera ad Aarhus, capitale del gusto in Danimarca, ha assegnato stelle a 64 ristoranti di cinque Paesi: Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia. Conservano le tre stelle Michelin Geranium a Copenaghen, Maaemo a Oslo e Frantzén a Stoccolma.

Ma a far notizia sono le tre nuove due stelle, tra cui l'acclamato ristorante Noma di Copenhagen dopo il cambio di sede e l'apertura in Messico dove era ieri lo chef René Redzepi. Due stelle anche a Jacob Holmstrom e Anton Bjurh's Gastrologik di Stoccolma e Koks, nelle Isole Faroe, dove il capo chef di 29 anni, Poul Andrias Ziska, ha anche ricevuto il premio Young Chef per i Paesi nordici della Guida Michelin. Premio speciale della guida rossa anche per accoglienza e sala che va al capo chef Paul Profitt e il direttore generale Garrey Dylan Dawson per conto di Henne Kirkeby Kro, due stelle Michelin.

Cambia la geografia delle mete gastronomiche: oltre a Trondheim in Norvegia che appaiono per la prima volta nella guida, Aalborg e R›nde in Danimarca, Grindavik in Islanda e Kosta in Svezia fanno tutti il loro debutto nel 2019. Mentre l'Islanda azzera le stelle e ha un Bib a Reykjavik, Skal! Nel complesso, 30 ristoranti sono stati aggiunti a questa edizione.

Doppio premio a una donna chef, Heidi Bjerkan, per la sostenibilità della sua cucina di mare e una stella Michelin.

In una cerimonia di premiazione molto dinamica, condotta dallo chef star Timm Vladimir, con tanto di auguri corali per il compleanno della bambina dello chef del Geranium Rasmus Kofoed, il direttore internazionale delle guide Michelin Gwendal Poullennec ha sottolineato il successo dell'originalità della cultura gastronomica nordica. "Celebriamo il dinamismo e la diversità nordica - ha detto - che trova un successo globale. E' una cucina molto innovativa, con ingredienti prodotti in modo sostenibile, frutto anche della partecipazione della comunità locale".

Per il sindaco di Aarhus Jacob Bundsgaard "ogni stella, e la cittadina danese ne ha quattro, premia lo chef e la sua brigata, ma anche tutta la comunità perché crea una qualità condivisa e partecipata dallo street food alle distillerie che fanno di Aarhus la capitale gastronomica della Danimarca". Nella guida Michelin e nelle realtà imprenditoriali premiate, la maggioranza è condotta da giovani. "Qui regna il cibo del futuro" ha concluso Andres Juhnav, presidente della regione centrale danese, nel sottolineare come la "gastronomia sia un potente motore di crescita economica, sociale e un inno alla condivisione dei saperi e sapori".

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Amate il pianeta food in ogni suo aspetto e avete uno sguardo aperto, curioso e critico per sondarne tutti i dettagli?
L'Associazione ha bisogno di appassionati come te. Ma non occorre solo passione. Il critico gastronomico è una figura scevra da preconcetti, simpatie o antipatie, che sappia comprendere le difficoltà dell’altra parte senza necessariamente giustificare. Insomma, la nostra sono guide che parlano di food, in ogni suo aspetto, compreso il contesto in cui viene servito.
Se ti senti pronto, se sei disposto a metterti in gioco e hai voglia di partecipare, allora sei la persona che stiamo cercando.


Amate il pianeta food in ogni suo aspetto e avete uno sguardo aperto, curioso e critico per sondarne tutti i dettagli?
L'Associazione ha bisogno di appassionati come te. Ma non occorre solo passione. Il critico gastronomico è una figura scevra da preconcetti, simpatie o antipatie, che sappia comprendere le difficoltà dell’altra parte senza necessariamente giustificare. Insomma, la nostra sono guide che parlano di food, in ogni suo aspetto, compreso il contesto in cui viene servito.
Se ti senti pronto, se sei disposto a metterti in gioco e hai voglia di partecipare, allora sei la persona che stiamo cercando.

News

Fiera del Tartufo bianco d’Alba 2019

Fiera del Tartufo bianco d’Alba 2019

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Dal 5 ottobre ritorna l'appuntamento con la Fiera del Tartufo Bianco d'Alba

Venerdì 4 ottobre, l’89ª edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco si apre alle 17.30, con la tradizionale presentazione presso il teatro sociale di Alba. Sabato 5 ottobre, con il taglio del nastro in presenza delle autorità, la fiera entra nel vivo, con kermesse che si tengono ogni sabato e domenica per i mesi di ottobre e novembre nel Cortile della Maddalena.

Nella stessa cornice del Mercato, però, sono ospitati stand enogastronomici con le migliori produzioni artigianali della zona, che propongono cibi per palati sopraffini da accostare al delizioso tubero bianco che queste terre regalano a chi per tradizione familiare sa dove andare a cercarli a colpo sicuro.

Per gli amanti dei vini, inoltre, i sommelier all’AIS, Associazione Italiana Sommelier, propongono i vini di Roero, Langhe e Monferrato da accostare al gusto delicato del tartufo.

La grande Sala Beppe Fenoglio, a pochissima distanza dal Mercato ospita, durante al fiera, eventi collegati ai tuberi, con appuntamenti gastronomici ed enologici con ospiti internazionali e italiani, come chef, scrittori ed artisti, tutti uniti dalla passione per i tartufi, il buon cibo ed il buon gusto.

I cooking show

Durante tutta la fiera del tartufo bianco d’Alba 2019 sono previsti Foodies Moments. Si tratta di appuntamenti dedicati agli amanti della buona cucina con cooking show con i migliori cuochi e gourmet del mondo che preparano delizie a base di tartufo. Nel corso dell’evento saranno anche premiate le idee migliori ed i piatti più interessanti ed innovativi, sempre nel rispetto delle radici tradizionali.

I vari ospiti delle manifestazioni e dei Foodies Moments sono patrocinati dal Consorzio Alta Langa DOCG, che fornisce il vino di primissima qualità per la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, organizzando un percorso attraverso piccole cucine raccolte in cui imparare i segreti degli chef stellati per rendere unica l’esperienza con questi tuberi eccezionali.

Fra gli ospiti del primo fine settimana spiccano lo chef Gabriele Boffa del “Relais Sant’Uffizio” di Cioccaro di Penango e Federico Gallo della “Locanda del Pilone” di Alba, ambedue giovani ma talentuosi cuochi che hanno collaborato con le cucine più raffinate in Europa e nel mondo.

La domenica gli ospiti saranno Gille Dudognon de “La Chapelle Saint Martin” di Limoges e Michelangelo Mammoliti de “La Madernassa” di Guarene. I cuochi proporranno le loro reinterpretazioni e le risposte personali alla grande tradizione del tartufo bianco di Alba.

 

FIERADELTARTUFO.ORG
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24 CheF a Bologna interpretano i Tortellini

24 CheF a Bologna interpretano i Tortellini

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A Bologna, Domenica 6 Ottobre dalle ore 11,30 alle 22,30
A Bologna, Domenica 6 Ottobre dalle ore 11,30 alle 22,30

Arriva l’8° edizione del Festival del Tortellino che anche quest’anno si terrà nella splendida cornice di Palazzo Re Enzo.

Domenica 6 Ottobre dalle ore 11,30 alle 22,30

24 chef proporranno al pubblico 24 gustose ricette dove protagonista sarà il re della cucina emiliana, il tortellino, sia in veste tradizionale che creativa. Massima libertà alla fantasia degli chef ma la sfoglia sempre tirata a mano con il mattarello.

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Festival del Prosciutto di Parma

Festival del Prosciutto di Parma

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Dal 6 al 15 settembre appuntamento a Parma e Langhirano con la XXII edizion...
Dal 6 al 15 settembre appuntamento a Parma e Langhirano con la XXII edizione del Festival

Una grande festa per conoscere e degustare il Prosciutto di Parma e per apprezzare le bellezze turistiche e culturali dei luoghi d'origine. Un'occasione per visitare gli stabilimenti di produzione con Finestre aperte e scoprire come nasce il prodotto. Un ricco calendario di iniziative, appuntamenti all'insegna della gastronomia, dello spettacolo e della cultura. Attività sportive, serate musicali, iniziative per bambini e tante altre proposte.

Il Festival ospita ogni anno chef stellati che vengono a celebrare il Prosciutto di Parma, e da migliaia di visitatori che colgono l’occasiona anche per conoscere meglio i luoghi di origine del re dei prosciutti.

Per tutto il periodo del Festival si svolge anche “Finestre Aperte” è l’evento clou del Festival: i prosciuttifici spalancano le porte ai visitatori e i produttori illustreranno come le cosce di suino, per una magica combinazione di clima, tradizione, arte e passione diventano Prosciutto di Parma. Nei fine settimana 7-8,14-15 e anche 21-22 settembre 2019.

Un ricco calendario di eventi e appuntamenti all’insegna della gastronomia, dello spettacolo e della cultura. Degustazioni, concerti, mostre e tantissima allegria emiliana.

Vai al sito ufficiale
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Champagne Experience 2019

Oltre 650 Champagne a Modena Champagne Experience 2019

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Champagne Experience 2019 il 13 e 14 ottobre a Modena

Due giorni, 13 e 14 ottobre, durante i quali nei padiglioni di ModenaFiere, appassionati e operatori del settore alberghiero, della ristorazione, di enoteche e wine bar, avranno la possibilità di entrare in contatto con vigneron e produttori di altissima qualità: una lunga serie di banchi di degustazione con oltre 650 champagne e più di 100 Maison, per le quali saranno spesso presenti i produttori in prima persona.

Modena Champagne Experience è organizzata da Club Excellence, associazione nata nel 2012 con l’obiettivo di promuovere la cultura della distribuzione, che riunisce quindici tra i maggiori importatori e distributori italiani di vini d’eccellenza.

La manifestazione è aperta anche al vasto pubblico di appassionati e wine lover. È possibile acquistare il biglietto in prevendita ad un prezzo ridottofino al 30 settembre

Tutte le informazioni sulla manifestazione e sui ticket di ingresso sono disponibili sul sito www.champagneexperience.it
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Per gli amanti del Formaggio a Bra torna Cheese

Per gli amanti del Formaggio a Bra torna Cheese

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Formaggio "Naturale è possibile" a Cheese dal 20 al 23 settembre a Bra
Formaggio "Naturale è possibile" a Cheese dal 20 al 23 settembre a Bra

Bra torna Cheese, la manifestazione biennale dedicata al formaggio firmata Slow Food.
Appuntamento dal 20 al 23 settembre per una quattro giorni che animerà l'intera cittadina cuneese, tra degustazioni, mercati, cene e incontri.

Il tema di quest'anno? "Naturale è possibile". Ecco allora un viaggio all'insegna della biodiversità di enzimi e batteri, nelle produzioni naturali del formaggio, ma anche del vino. Tra le novità di questa edizione, l'area dedicata ai fermier: piccole realtà agricole che lavorano solo il latte dei propri animali, con fermenti autoprodotti o senza fermenti selezionati, e che praticano per lo più il pascolo. 

Nuova pure l'area dedicata ai salumi privi di nitriti e di nitrati e al pane a lievito madre. Non mancherà lo spazio con focus sui caci naturali in degustazione nella Gran sala dei formaggi e l’Enoteca, con 600 etichette da cui attingere anche una buona selezione di sorsi Triple A. 

Debutta a Cheese, poi, la Fucina Pizza Pane e Pasticceria, un'area dedicata alle connessioni tra lievitazioni e latticini, con dodici appuntamenti tematici declinati al femminile. 

Da non perdere il consueto Mercato italiano e internazionale, con più di 300 espositori provenienti da tutto il globo, oltre alla Via degli affinatori e alla Piazza del Gelato, con le creazioni dei gelati con i presìdi.

Tra le attività, segnaliamo il laboratori del gusto, con focus su diversi temi, dal pairing con i vini all'analisi dei formaggi nazionali e internazionali. Qualche esempio? Si va da Barbaresco e il Parmigiano Reggiano di montagna (in programma il 20 settembre) a I bianchi piemontesi incontrano il latte delle bufale campane, tra mozzarelle, ricotte euna creazione vintage, con la partecipazione dello chef Vittorio Fusari (previsto il 22 settembre).

sito ufficiale della manifestazione
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Edoardo Raspelli lascia Melaverde

Edoardo Raspelli lascia Melaverde

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Edoardo Raspelli: "Non sono un tappabuchi". Sfogo amaro contro Mediaset
Edoardo Raspelli: "Non sono un tappabuchi". Sfogo amaro contro Mediaset

Edoardo Raspelli dopo 21 anni e 614 puntate, si appresta a lasciare il programma Melaverde.

«Non intendo essere usato ad intermittenza, mi sembra di essere una sorta di tappabuchi», dichiara il Critico Gastronomico, il quale non ha gradito che Mediaset gli abbia offerto la possibilità di condurre metà delle puntate previste per la prossima stagione.

Certo, sarà dura, soprattutto per un tipo come Edoardo che non riesce mai a stare fermo, smettere di girare l' Italia in lungo e in largo, penetrando nei meandri della penisola, lì dove spesso si nascondono i sapori più sorprendenti e genuini.

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Torna Caseifici Aperti, festa per il Parmigiano Reggiano

Torna Caseifici Aperti, festa per il Parmigiano Reggiano

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Sabato 5 e domenica 6 ottobre torna nei territori d'origine 'Caseifici aper...
Sabato 5 e domenica 6 ottobre torna nei territori d'origine 'Caseifici aperti', la festa dei produttori del Parmigiano Reggiano.

I visitatori avranno la possibilità di partecipare alla produzione della Dop più importante d'Italia, con visite guidate al caseificio e al magazzino di stagionatura, spacci aperti, eventi per bambini e degustazioni, uniti alla passione dei casari. Un viaggio alla scoperta della culla geografica del parmigiano reggiano, delle sue terre ricche di storia, arte e cultura. I visitatori avranno l'opportunità di assistere alla nascita della forma del formaggio, oppure potranno passeggiare nei magazzini di stagionatura e acquistare il parmigiano direttamente dalle mani di chi lo produce.

Sul sito del Consorzio la lista dei caseifici aderenti
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Pantelleria Doc Festival

Pantelleria Doc Festival

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Il Pantelleria DOC Festival che torna, dal 5 all' 8 settembre per la sua se...
Il Pantelleria DOC Festival che torna, dal 5 all' 8 settembre per la sua seconda edizione

Il festival, organizzato dal Consorzio Pantelleria Doc, presieduto da Benedetto Renda, è un vero e proprio viaggio alla scoperta dell'isola Giardino del Mediterraneo, scrigno di biodiversità e dal Paesaggio disegnato dalla fatica del contadino. In piena vendemmia sull'isola, turisti, famiglie e winelovers avranno a disposizione un programma di eventi, degustazioni e percorsi di visita dedicati al vino, all'agricoltura pantesca, all'archeologia e a scoprire la natura vulcanica dell'isola.

Nei giorni della kermesse si potrà vivere in presa diretta uno dei momenti più importanti per l'isola: la vendemmia dello Zibibbo, il momento più bello per visitare Pantelleria ma anche il più importante per i contadini impegnati nella raccolta degli ultimi grappoli sui terrazzamenti, nell'appassimento al sole e nella sgrappolatura dell'uva passa. Sarà possibile conoscere le tecniche di una viticoltura il cui valore è stato riconosciuto anche dall'Unesco, con l'iscrizione della pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria tra i Patrimoni Immateriali dell'Umanità. E poi ancora le visite alle aziende vinicole del consorzio (Salvatore Murana, Pellegrino, Vinisola, Donnafugata, De Bartoli, Fabrizio Basile, Coste Ghirlanda ed Emanuela Bonomo), che potranno essere effettuate nel pomeriggio con la possibilità di conoscere la filosofia produttiva e la viticoltura eroica praticata da ciascuna realtà che culminerà con le degustazione dei vini.

Altre occasioni di scoperta dei vini, dei luoghi e dei produttori dell'isola saranno gli aperitivi previsti al tramonto, e le Degustazioni e I Racconti a cui faranno da controcanto i dopocena organizzati presso le cantine dove la dolcezza del Passito incontrerà le fragranze del cioccolato e in altri casi accompagnate dalle note di musica dal vivo o visite notturne nei giardini panteschi. Pantelleria è anche il Giardino del Mediterraneo: uno spazio particolare sarà infatti dedicato alla conoscenza delle differenti sfumature del ricco giacimento produttivo pantesco che annovera altre produzioni di eccellenza come i capperi, l'olio. Per tutta la durata del festival questi prodotti saranno esaltati dalla cucina d'autore con Le Cene Degustazione che saranno ospitate in alcuni dei migliori locali dell'isola.

Infine l'appuntamento con la Scuola di Cucina con il Laboratorio dedicato ad uno dei piatti icona di Pantelleria: i ravioli amari con ricotta e menta.

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Anteprima Guida Espresso 2020

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Ecco i premiati e tutte le novità della nuova edizione
Dopo tre giorni di suspense in cui lo stivale gastronomico è rimasto col fiato sospeso, finalmente l’attesa è finita, e sono arrivate le parole di Enzo Vizzari: ecco le tanto attese anticipazioni della guida Espresso 2020.

Dopo tre giorni di suspense in cui lo stivale gastronomico è rimasto col fiato sospeso interrogandosi circa l’insolito ritardo delle anticipazioni ferragostane della Guida de L’Espresso, finalmente l’attesa è finita, e le parole di Enzo Vizzari si sono fatte spazio a interrompere il silenzio. La sua fotografia prosaica ma come di consueto acuta ritrae un’Italia che sta vivendo un momento “senza grandi cambiamenti né svolte epocali rispetto al fermento vivo di altre parti del mondo”, in cui la spinta inerziale del ventennio bulliniano pare forse affievolirsi. E il Direttore ci restituisce un’immagine di un’Italia che come un mosaico si compone di “un variegato universo che comprende ristorazione di servizio, trattorie, osterie, pizzerie, enotavole, fast food… Ottimi nelle proprie categorie” ma per cui si accentua la forbice rispetto al fine dining (finalmente abbiamo sdoganato la parola gourmet, ma ancora la lingua straniera permane in attesa di definizioni più nostre) che gioca un campionato diverso, giustamente “differente nelle idee e nel tipo di esperienza proposta”, non migliore né peggiore.

L’effetto più felice che si registra a livello nazionale, è l’intensificarsi di una ricerca sulla materia prima che i migliori chef hanno intrapreso “a braccetto con artigiani bravissimi”, quale presa di coscienza ereditata dalla rivoluzione di Adriá, e che sta portando a una semplificazione apparente dei piatti nella massima esaltazione dei sapori.

E se Milano si afferma come capitale gastronomica della cucina d’autore, il resto d’Italia non sta a guardare: nonostante l’allarmante carenza di professionisti che continua ad affliggere l’ambito della sala, Vizzari elogia l’emergere e l’affermarsi sempre più delle quote rosa in cucina.

arrivano anche i primi riconoscimenti dell’anno, che vanno a premiare giovani professionisti che sono già grandi conferme e certamente i fari della ristorazione italiana ventura. Se il Pranzo dell’anno finalmente sancisce la bravura dei fratelli Camanini con il loro Lido 84 a Gardone Riviera, il premio Maître dell’anno va al giovane Thomas Piras del Contraste, mentre la trentunenne Alessandra Del Favero di Aga è la Cuoca dell’Anno.

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Miglior pizzeria al mondo 2019

Miglior pizzeria al mondo 2019

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Per il terzo anno consecutivo Pepe in Grani di Franco Pepe a Caiazzo in pro...
Per il terzo anno consecutivo Pepe in Grani di Franco Pepe a Caiazzo in provincia di Caserta si conferma la miglior pizzeria d'Italia e del mondo.

Il casertano ruba quindi ancora una volta il primato di miglior pizza a Napoli secondo la Top Pizza 50, la prima e più importante guida on-line di settore che lo scorso 23 luglio, nel corso della sua terza edizione, ha premiato a Napoli, in una serata al teatro Mercadante, le migliori 50 pizzerie d'Italia e del mondo

Durante la cerimonia, presentata dal giornalista Paolo Notari e da Fatima Trotta, conduttrice della trasmissione Made in Sud, sono stati assegnai anche premi speciali come, miglior pizza Vegana andato a Seu Pizza Illuminati di Pier Daniele Seu a Roma per la sua crucifere, crema di senape e nocciole, a Sara Palmieri di 10 Diego a Vitagliano (Napoli) è andato il Premio D'Amico per la Migliore Proposta Gluten Free, mentre il premio S. Pellegrino Innovazione e Sostenibilità è stato assegnato a Denis Lovatel proprietario di Ezio a Alano di Piave, (Belluno).

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